A volte non è detto che un difetto non possa fare la bellezza di una persona, anche per quanto riguarda i denti. Un chiaro esempio di quanto detto poco fa è il diastema, termine medico per indicare quella piccola fessura che si crea tra i due incisivi centrali superiori, fino a poco tempo questo inestetismo poteva causare imbarazzo e spesso si ricorreva al dentista per riavvicinare i denti e ridonare il sorriso. Ma in America dove ogni follia nasce per poi dilagare anche oltreoceano, oggi sembra che il diastema sia divenuto di gran moda, c’è persino chi si reca dal dentista per far separare i denti e creare artificialmente il “gap teeth”. Ovviamente anche le grandi star hanno iniziato a sfoggiare il loro piccolo difetto, si va da Bianca Jagger, figlia di Mick dei Rolling Stones, che lo esibisce in copertina su Vogue a Madonna che non ha mai pensato che potesse essere antiestetico per finire con Vanessa Paradis, la cantante che lo ha trasformato in un marchio distintivo.
Attenzione agli impianti dentali “taroccati”
Questa notizia non farà piacere a noi odontofobici, sembra infatti che in Italia su 300 impianti dentali in commercio, non tutti rispettino gli standard di qualità e sicurezza necessari. La notizia è emersa durante la giornata di apertura del Congresso Internazionale della Societa’ Italiana di Implantologia Osteointegrata (SIO), meeting ha riunito i massimi esperti nel campo dell‘implantologia. Nel nostro paese ogni anno vengono applicati circa un milione di impianti dentali e la richiesta è sempre in aumento, visto che il 68% dei pazienti ritiene che gli impianti siano più sicuri e pratici rispetto alle dentiere. Ovviamente di fronte ad un mercato tanto ampio e remunerativo la corsa alla contraffazione è altrettanto diffusa, dal Brasile e dalla Cina già sono arrivati i primi cloni. ”Nel mercato italiano circolano circa 300 sistemi implantari diversi, non tutti in possesso di una documentazione scientifica basata su studi condotti da istituzioni di ricerca indipendenti che ne attesti l’affidabilita’ nel lungo periodo - - e’ opportuno che la giusta necessita’ di ottenere un contenimento dei costi non vada a scapito della tutela della salute dei cittadini. Per questo la SIO si sta impegnando insieme al Ministero della Salute, ai rappresentanti del mondo della ricerca, della professione e delle aziende a codificare i livelli minimi che garantiscano la qualita’ delle prestazioni”. Ha spiegato Giuseppe Luongo, Presidente della Societa’ di Implantologia Osteointegrata. Dunque occhio a chi vi rivolgete e soprattutto ai prezzi dei trattamenti, a volte meglio spendere qualche euro di più ma essere certi della qualità del prodotto impiantato.
Hai mal di schiena? Vai dal dentista!
Il marito dice alla moglie: Ho un mal di schiena veramente fastidioso, forse è il caso di andare da un ortopedico? E la moglie: Ma quale ortopedico, prendi appuntamento dal dentista! Pensi che sia una barzelletta? Invece è la pura verità, perché spesso un’errata occlusione della bocca può portare conseguenze negative sulla postura della schiena. Tutto fa capo ad una discilina che si chiama kinesiologia odontoiatrica che si propone di curare anomalie posturali dovute a squilibri del cavo orale. Ma qual’è il legame tra la bocca e la schiena? Durante le 24 ore l’articolazione temporo-mandibolare è sottoposta ad una continua stimolazione (masticazione, respirazione, fonazione e deglutizione) e se durante questo duro lavoro della nostra bocca c’è una mala occlusione ciò provoca un forte stress ai muscoli del collo e di conseguenza mal di schiena.
Se hai questi sintomi e la causa non è riconducibile ad altre patologie puoi andare in uno dei centri che praticano la kinesiologia odontoiatrica dove ti faranno un check-up che comprende anamnesi generale e dell’apparato stomatognatico, poi una visita odontoiatrica, fondamentale per accertare la dislocazione mandibolare, e infine una visita chinesiologica-fisiatrica per quantificare con pedana stabilometrica computerizzata l’entità dei disturbi periferici.
Come dire, parafrasando il famoso proverbio, tutti i malesseri portano alla bocca!
Troppe spremute d’arancia rovinano lo smalto dei denti
Chi ha detto che bere tante aranciate fa bene alla salute? A sfatare questo mito arriva una notizia direttamente dal Regno Unito dove Caroline Daniels una donna di 54 anni soffriva di lacinanti mal di denti ai quali non riusciva a trovare una causa, il dolore era talmente insopportabile che alla donna mancava il fiato. Quando in preda alla disperazione Caroline è andata dal suo dentista, il medico ha scoperto che aveva un diffuso danno allo smalto dei denti, la patina protettiva esterna era stata completamente erosa lasciando che le sostanze fredde o calde potessero penetrare arrivando ai nervi e scatenando il dolore.
Alla domanda di come ciò fosse possibile, il dentista le ha risposto che la sanissima abitudine che aveva Caroline di bere molte spremute d’arancia era stata la principale imputata di ciò che le era successo, infatti gli zuccheri e gli acidi del succo le avevano intaccato lo smalto dei denti. Oltretutto l’abitudine di lavare i denti subito dopo aver mangiato o bevuto aveva peggiorato le cose, perché la superficie del dente risulta più morbida per circa un’ora dopo il consumo di succhi acidi, e così è più vulnerabile all’effetto di uno spazzolamento aggressivo.
L’avreste mai detto? A volte anche quella che pensiamo essere la più sana delle abitudini può rivelarsi nociva, soprattutto per noi odontofobici.
Bruxismo, Bru…che?
Avete mai sentito parlare di bruxismo? No, non è un neologismo adolescenziale ma un disutrbo patologico caratterizzato dal digrignamento e dallo strofinamento rumoroso dei denti, per lo più durante il sonno che colpisce 1 persona su 10. La fascia d’età più colpita è quella che coincide con il massimo impegno lavorativo, tra i 25 e 45 anni.
Le cause sono molteplici e le più note sono riconducibili allo stile di vita, infatti il bruxismo colpisce prevalentemente i giovani, di più elevato livello socioculturale e chi fa uso di alcol e droghe; ma anche eventi stressanti ed impegnativi, tanto è che il 70% dei pazienti riferisce di essere stressato. Un’altra interpretazione attribuisce il bruxismo al tentativo fisiologico di riportare, durante il sonno, la mandibola in asse quando questa, compiendo la deglutizione spontanea, non si trova nella posizione naturale rispetto all’arcata dentaria superiore.
Come le cause anche le sue conseguenze sono svariate: le implicazioni più importanti sono l’indolenzimento dei muscoli coinvolti, l’iper-reattività dei denti al caldo, al freddo e al contatto con le setole dello spazzolino, le alterazioni gengivali e delle strutture parodontali.
Tuttavia è opportuno differenziare due tipologie di bruxismo: quello primitivo, che non è da ricondursi a situazioni patologiche, e quello secondario, conseguente ad alterazioni del sonno, all’assunzione di farmaci e antidepressivi.
Per ricorrere al riparo i dentisti consigliano un dentifricio specifico (e meno male che non consigliano di metterci le mani in bocca) concepito appositamente per l’ipersensibilità dei denti; una spazzolatina e il dolore quasi non si sente. Non solo, stenta anche a ritornare. Un po’ come uno scudo contro la sensibilità.
Io personalmente comincio a farci caso e appena me ne accorgo smetto subito, l’idea di andare dal dentista non mi alletta tanto, e a voi?
Amanti del vino bianco, giù i calici!

by Kliò
Alzino la mano coloro che preferiscono bere vino bianco a tavola! Ebbene amanti del grappolo d’uva bianca c’è una notizia che potrebbe sconvolgervi. Anche il vino bianco riduce lo smalto dei nostri denti; come il caffè, il vino rosso, il tè anche questa bevanda può macchiarli.
Lo studio è stato realizzato da Cristina Dobrescu, ricercatrice presso il dipartimento di Cariologia del New York College of Dentistry, negli Stati Uniti che ha immerso denti di bovino, molto simili a quelli umani, nel vino bianco per un’ora e successivamente nel tè; analizzate le superfici dei denti con lo spettrofotometro, uno strumento che può misurare l’intensità dei colori, si è potuto notare che i denti immersi nel vino bianco hanno una capacità di assorbire i pigmenti del tè superiore rispetto ai denti immersi semplicemente nel tè.
Questo, naturalmente, non vuol dire che bisogna eliminare il vino bianco dalle nostre tavole, ma il semplice utilizzo di un dentifricio con azione sbiancante potrebbe essere utile per preservare il nostro smagliante sorriso senza ricorrere al dentista con l’ormai nota tecnica di sbiancamento e quindi ulteriore stress per noi odontofobici.
Odontofobia e Mese della Prevenzione Orale
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Il mese della prevenzione dentale ripropone a noi odontofobici un vecchio dilemma: farsi controllare i denti (solo un controllo, niente interventi) o cercare di ignorare la pubblicità in proposito che si vede dappertutto? Per quelli più fortunati che non hanno paura del dentista e per i quali il vecchio detto “Prevenire è meglio che curare” ha ancora un senso, evidentemente il problema non si pone e così si può approfittare della famosa visita gratuita.
Personalmente, come odontofobico, sarei disposto a pagare pur di non farmi visitare durante questo mese della prevenzione dentale. Ma siccome sono anche una persona ragionevole, lascio qui, su questo post, alcune informazioni importanti per chi volesse approfittare:
Dal 1 al 31 ottobre infatti il progetto Obbiettivo Sorriso di ANDI - Associazione Nazionale Dentisti - in collaborazione con Mentadent ripropone il Mese della Prevenzione Dentale, iniziativa giunta alla sua ventinovesima edizione, per diffondere la cultura del sorriso: educazione all’igiene orale e alla prevenzione e, in generale, per promuovere il benessere personale.
Per fissare l’appuntamento in studio col dentista più comodo da raggiungere è attivo il numero verde 800 600 110, ogni giorno dalle 10 alle 22 (fine settimana compreso) e di martedì, dalle 10 alle 13 e poi dalle 14 alle 18, c’è pure la possibilità della consulenza telefonica personalizzata da parte di uno specialista, che fa parte di ANDI. Per rispondere a domande o sciogliere eventuali dubbi.
Sempre dalle pagine virtuali di questo blog, mi permetto di chiedere una rivoluzione: che per una volta tanto si faccia anche il mese degli odontofobici: dentisti, non pagare la visita non ci basta. Qualcuno di voi può offrire di più a noi odontofobici, che un semplice mese della prevenzione?
La lunga attesa dal dentista
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Immagini che restano nella memoria collettiva, quelle di questa scena tratto dal musical La bottega degli orrori di Frank Oz, che vede protagonista Steve Martin, il dentista che prova piacere nel vedere gli altri soffrire. Attendere dal dentista poi è proprio un inferno; sentire il fastidiosissimo suono del trapano, o ascoltare le grida del paziente sotto i ferri mentre stiamo nella stanza accanto in attesa del nostro turno che vorremmo non arrivasse mai, oltretutto il ticchettio dell’orologio sembra essere più scandito negli studi dentistici e l’espressione, di odontofobici come noi, che appena sentono il loro nome pronunciato dall’assistente, diventa di un gelido mai visto. Insomma situazioni che potremmo evitare con molto piacere, soprattutto se il dentista si ispira al video qui pubblicato.
Dal dentista in allegra compagnia

by pepe50
Pluto, Minnie, un clown e i propri figli tutti insieme dal dentista. Non è una nuova attrazione di Disney World ma la nuova frontiera dell’odontoiatria pediatrica al Policlinico Umberto I di Roma. Una sala allestita ad hoc per i bambini e cacciare via la paura che li affligge durante questo tragico evento.
Cartoni animati proiettati in tv, un clown che gioca a fare le bolle di sapone, pavimenti in linoleum giallo, verde e arancio, pareti tappezzate con i personaggi che hanno fatto la storia del genere animato e un dentista pronto a curare il piccolo paziente, immerso in quel mondo, che trova tanto familiare. I clown provengono dai corsi gestiti dall’associazione Pagiassi, che si occupa, appunto, della formazione di clown in corsia. Un’iniziativa che potrebbe interessare più strutture e creare dei centri adatti all’odontoiatria pediatrica. In questo modo i più piccoli potrebbero iniziare a curare la propria igiene orale in un momento di libero gioco, senza vedere il dentista- almeno loro - come un orco cattivo.







